Profilo di Paolo Rinaldini
Scrittore, giornalista freelance, Esegeta, esperto in Filosofia e Teosofia,
studioso di Simboli e Archetipi, Ricercatore, Alchimista, Esoterista, Operatore Tuinà, Radioestesista.
Il suo percorso è un viaggio lungo la linea della conoscenza.
Attraverso lo studio dei simboli riesce a penetrare la storia,
per mezzo dei testi sacri solca l’infinito oceano della mente umana.
Un viaggio interminabile che lo ha portato a conoscere e comprendere
le società arcaiche, entrando in possesso del passepartout che apre la porta alchemica dei misteri.
L’esoterismo diviene la barca con la quale attraversare l’infinito oceano, la filosofia i suoi remi,
e la teosofia diviene per lui il timone che lo direziona verso la verità, unica bussola
che permette di non smarrirsi nell’ignoto.
Il fuoco di Prometeo risplende il suo chiarore sull’opera dell’autore,
“Giona, come una colomba nella pancia di una balena”, e la «grotta» della vita non sarà più buia.
La ricerca della verità non si limita a ciò che vediamo.
I suoi articoli avvolgono in una spirale tutto ciò che vede protagonista l’uomo,
turbinando tra storia e medicina olistica, radioestesia e esegesi, i lettori verranno traghettati
dentro se stessi. Privo da coercizioni e imposizioni egli diviene la quintessenza del giornalismo
libero e aperto, che ha per obbiettivo il raggiungimento della verità.
Estratto da "Giona"
Durante i «misteri dionisiaci» i fedeli in preda al delirio urlavano «Evohé»
per richiamare la divinità artefice della creazione, e in ebraico emergono dai
testi sacri parole simili come ehyeh (אהיה), «io sono», o hayah (היה), «colui che è»,
per esprimere l’ente supremo, «Dio». El (אל) si presume sia un termine acquisito dal
fenicio, e nella lingua dei profeti esprime il concetto di Dio, lo stesso vale per Yahwèh.
Evohé e Yahwèh sono termini affini. Il loro significato? … Yahwèh (יהוה)
risponde a Mosè asserendo: «Io sono colui che è»! Ma l’uomo, allora, cos’è?
Estratto da “Giona, come una colomba nella pancia di una balena”
Quando terminai di scrivere
“Giona, come una colomba nella pancia di una balena”,
mi resi conto, in quanto esperto in simboli, che il testo era un percorso preciso e lineare.
Esiste un motivo concreto che ha spinto la NASA a chiamare le sue missioni nello spazio “Columbia”, “Colomba”.
I più garantiscono che il perché sia legato al nome dell’esploratore italiano,
l’Ammiraglio Colombo, scopritore delle Americhe, ma come studioso di testi sacri non sono concorde a questa versione.
La scoperta dell’universo e del Nuovo Mondo, guarda caso, sono legate, indissolubilmente, alla figura della colomba.
Ma non fu una colomba, liberata da Noè, a scoprire il «nuovo mondo» dopo il diluvio? La colomba come antesignana della conoscenza?
Perché d’altronde cos’è il «nuovo mondo» se non la verità che sta oltre? Che a noi piace chiamarla dio?
La Costellazione della Colomba (Colomba),
la Costellazione della Balena (Cetus),
e la Fomalhaut (definita Alfa Piscis Lustrini (α PsA), facente parte della Costellazione del
Pesce Australe. Il cui nome deriva dall’arabo فم الحوت Fam al-Hut, che indica “la bocca della balena” ),
sono riferimenti astrali inerenti alla figura di Giona.
Esse formano un triangolo la cui punta mira verso
l’equinozio di Primavera, tra l’Ariete e i Pesci, il primo e l’ultimo segno dello Zodiaco,
diremo astrologicamente l’Alfa e L’Omega.
In quanto esperto di simboli posso affermare che lo Zodiaco sia, come concetto, comparabile all’ouroboros,
ossia il serpente che si morde la coda, equivalente al simbolo infinito, un raggiungimento di immortalità,
a motivo della sua ripetizione.
La storia del profeta Giona è un insieme di segni astrali che portano al punto d’equilibrio,
e come affermava Ermete: “ciò che è in alto è anche in basso”, e Gesù: “come in cielo così in terra”,
per cui sostengo che il testo a nostra disposizione sia una mappa per raggiungere il punto
d’equilibrio sulla terra, nella nostra mente, adesso, in questo momento!